Was Shakespeare Italian?





Corriere della Sera (Friday, 14 April 2000) CULTURE
REVELATIONS A researcher reconstructs the origins of the Bard: A Crollalanza run-away to England: "Shakespeare was a Sicilian Heretic"

by Caesar Medail

In Italian, "Shake" means "scrolla","speare" equals "lancia": Shakespeare would be called Crollalanza. But a researcher of Ragusa, Martino Juvara, removes the conditional and proposes (in an essay in Oggi) that the Bard was called Michelangelo, child of the Sicilian physician Giovanni Florio and of Guglielma Crollalanza. The thesis had been advanced already in letters by Santi Paladino in 1925, who in a volume by a Calvinist, Michelangelo Florio, discovered the proverbs that are found in Hamlet: now Juvara has set together wedges of various studies offering a suggestive mosaic.

Giovanni Florio left Palermo, having written a libel against the doctrinal findings of the Church, taking refuge with a family in Venice, in the palace built for the commander Otello, who, according to legend, killed his wife Desdemona for jealousy. The young Michelangelo graduated in grammar and philosophy in Padova where Giordano Bruno frequented. His love for one Juliet, daughter of a Milanese count, was opposed for religious motives. He killed her and took refuge in England along with a maternal cousin who had already changed the name from Crollalanza to Shakespeare.

The reconstruction is accurate, but also one devoid of decisive proofs. Certainly, a third of his plays, 15 of 37, unwind in Italy and in the Veneto particularly (from Romeo and Juliet to the Two Gentlemen of Verona, from Othello to The Merchant of Venice) but that is not enough to clarify the mystery of an identity a long time uncertain. To explain the Italian inspiration, however, the encyclopedias speak about his contacts "with Italian humanist adventurers like John Florio", the same name as his father in the Juvara version, a coincidence that the researcher doesn't quote, but that would lend credibility.

Translated 1 May 2000 by Gary Feuerstein from the Corriere della Sera article



venerdi , 14 aprile 2000 CULTURA

RIVELAZIONI Uno studioso ricostruisce le origini del Bardo: un Crollalanza fuggito in Inghilterra "Shakespeare era un Eretico Siciliano"
da Caesar Medail

«Shake» uguale «scrolla», «speare» uguale «lancia»: fosse italiano, Shakespeare si chiamerebbe Crollalanza. Ma uno studioso di Ragusa, Martino Juvara, toglie il condizionale e sostiene (in un saggio anticipato da Oggi) che il Bardo si chiamava Michelangelo, figlio del medico siciliano Giovanni Florio e di Guglielma Crollalanza. La tesi era già stata avanzata da letterati come Santi Paladino che nel volumetto di un calvinista di nome Michelangelo Florio scoprì (1925) dei proverbi che si ritrovano nell’Amleto: ora Juvara ha messo insieme i tasselli di vari studi offrendo un mosaico suggestivo anche se i più lo troveranno inattendibile.

Dunque, Giovanni Florio lasciò Palermo avendo scritto un libello contro le chiusure dottrinali della Chiesa, riparando con la famiglia a Venezia, nel palazzo costruito dal condottiero ser Otello, che secondo una leggenda avrebbe ucciso per gelosia la moglie Desdemona. Il giovane Michelangelo si laureò in grammatica e filosofia a Padova dove frequentò Giordano Bruno: il suo amore per una Giulietta, figlia di un conte milanese, fu osteggiato per motivi religiosi. Lei si uccise e lui riparò in Inghilterra presso il cugino materno che aveva già cambiato nome da Crollalanza in Shakespeare.

La ricostruzione è accurata, anche se priva di prove decisive. Certo, un terzo dei suoi drammi, 15 su 37, si svolgono in Italia e nel Veneto in particolare (da Romeo e Giulietta a I due gentiluomini di Verona, da Otello a Il mercante di Venezia) ma ciò non basta a chiarire il mistero di un’identità da sempre incerta. Per spiegare l’ispirazione «italiana», comunque, le enciclopedie parlano di suoi contatti «con umanisti avventurieri italiani come John Florio», stesso nome di suo padre nella versione Juvara. Coincidenza che lo studioso non cita, ma che porterebbe acqua al suo mulino.




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